19/11/2025
Riflessioni della segreteria CdLT CGIL Brindisi al Bilancio Sociale INPS Brindisi anno 2024 e sul periodo 2021-2024
Il Bilancio Sociale dell’INPS, con il dettaglio sulla realtà della provincia di Brindisi, relativo all’anno 2024 e con il raffronto sull’anno 2023, e sul periodo 2021-2024, rappresenta per noi una occasione di riflessione e approfondimento, rispetto allo “stato di salute” del nostro territorio, rispetto alle dinamiche sociali e in merito a quanto accade nel mercato del lavoro e sulla realtà imprenditoriale, che non è esente dalle crisi legate al cambiamento. Piuttosto, la realtà imprenditoriale appare travolta dalle incertezze derivanti dalle transizioni e dai processi di decarbonizzazione e dalle scelte governative tese a favorire, purtroppo, sempre più precarietà lavorativa e incertezza sul futuro, sia sul versante impresa che sul versante lavoratori. Un aspetto che sembra confermato anche nel 2024.
Il nostro territorio sta facendo i conti con la transizione demografica, nascite, mortalità e flussi migratori; Brindisi sta facendo i conti con la transizione digitale, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e generativa.
Stiamo facendo i conti con la transizione ambientale.
Tutti aspetti che hanno ricadute sul mercato del lavoro, sull’andamento degli avviamenti al lavoro e dell’occupazione, con cambiamenti epocali non solo rispetto alla dimensione numerica della forza lavoro impiegata nelle aziende ma soprattutto rispetto alle professionalità richieste.
L’assenza di una politica industriale chiara e inequivocabile, che dovrebbe accompagnare la decarbonizzazione, favorendo la reindustrializzazione con produzioni di energia green, provoca nel sistema delle imprese e di conseguenza tra le lavoratrici e i lavoratori coinvolti (circa oltre 2.500 nel perimetro ENI-ENEL) un clima di incertezza e di preoccupazione. Situazione che non è affatto cambiata, nonostante sia stato avviato il tavolo ministeriale relativo all’Accordo di Programma con i 61 progetti candidati in attesa di essere valutati dal MIMIT e da INVITALIA, e nonostante le tante rassicurazioni annunciate dalle grandi aziende e dai Gruppi dell’energia, relativamente a progetti che dovrebbero essere avviati sul territorio. Intenzioni palesate in occasione della iniziativa “I colori dell’Energia” svoltasi a Brindisi dal 9 al 13 ottobre 2025, ma che non sono ancora state acquisite nella percezione reale della collettività brindisina.
Dall’altra parte la difficoltà di tenuta del Comune di Brindisi, ci pone di fronte a crisi di sistema che rischia di ricadere negativamente sui servizi ai cittadini e direttamente sui lavoratori che si occupano dei servizi per la città.
Tuttavia, il territorio della provincia brindisina, pur avendo in se, tutte le criticità di una realtà postindustriale novecentesca, contiene fortunatamente punti di forza e di eccellenze che vanno oltre la città capoluogo e si rafforzano nella rete dei comuni, in particolar modo quelli a vocazione turistica, con il turismo del mare e il turismo enogastronomico. Una realtà che nonostante tutto, continua ad offrire opportunità occupazionali, se pure stagionali, con il tentativo di avviare processi di destagionalizzazione. Tuttavia queste realtà contengono ancora sacche di lavoro nero e grigio difficili da superare definitivamente.
Inoltre, i dati che approfondiamo, sembrano confermare anche gli indicatori della qualità della vita sul territorio, che riporta Brindisi all’89° posto (guadagnando 11 posizioni rispetto all’anno precedente) in classifica su 107 città.
Con un calo demografico costante nel tempo, confermato nel decennio 2013-2023, che assorbe il saldo migratorio, con un -2251 persone. Un tasso di natalità al -4,5%, con un indicatore di vecchiaia (numero di anziani ogni 100 giovani) al -6,7% e che con altri indicatori (vedi tabella allegata), ci mette nella condizione di evidenziare almeno tre criticità: 1.- lo scivolamento di fasce di popolazione verso una povertà assoluta e relativa anche in presenza di lavoro precario e con basse retribuzioni; 2.- la qualità dell’ambiente, inteso come tessuto sociale soggetto alla permeabilità criminogena, e al fenomeno della disumanizzazione nel linguaggio e nell’utilizzo dei social che sta provocando un cambiamento di atteggiamento sociale, collettivo e di gruppo, ma che parte dagli egoismi, dalle solitudini e da un uso del linguaggio carico di odio (vedisi i fenomeni di aggressività negli ospedali e nei pronto soccorso, verso gli assistenti sociali e nelle scuole verso gli insegnanti); 3.-una incertezza sullo sviluppo del territorio e sul mercato del lavoro futuro; Pur tuttavia, le recenti vicende legate al genocidio del popolo palestinese e le mobilitazioni di massa a suo sostegno, suscitate anche dall’operazione umanitaria della Global Sumud Flotilla, ha messo in evidenza un neomovimento studentesco e giovanile, che ritorna ad occuparsi e preoccuparsi dei temi internazionali e nazionali, sempre con più consapevolezza, fino ad occuparsi anche dei temi del lavoro precario e del futuro.
Dentro questo contesto proviamo ad analizzare i dati del Bilancio Sociale INPS 2024.
Con l’invecchiamento della popolazione, cresce l’aspettativa di vita.
Infatti la speranza di vita per le donne oltre i 65 anni di età è del 22%, per gli uomini del 18,8%; mentre per gli ultra 85 anni è del 6,7% per le donne e del 5,7% per gli uomini. Questo è rimasto stabile nel periodo 2013-2023.
I fenomeni migratori, in entrata e in uscita sono quasi impercettibili (0,2%). Tuttavia vale la pena evidenziare che gli emigrati sono stati 623 unità, mentre gli immigrati 629, con un saldo positivo di 6 unità. Questo è il fenomeno, ben più basso della percezione amplificata a causa dei media.
I decessi registrati sono maggiori delle nascite.
Questi dati sono in linea con la tendenza regionale e nazionale.
La popolazione residente è rappresentata per l’11,6% da giovani tra 0-14 anni, 63,3% tra 15-64 anni, 25,1% superiore ai 65 anni.
Nella serie storica 2013-2023 il saldo tra nascite e decessi è sempre negativo, con picchi superiori a -1500 dal 2019 ad oggi. Condizione peggiorata a causa soprattutto delle minori nascite:
2013 nascite 3250 decessi 3780. – 530
2023 nascite 2357 decessi 4680. -2.251
La natalità sulla popolazione è pari al -0,6%.
Il fenomeno delle migrazioni coinvolge soprattutto giovani tra i 18-39 anni con picchi nel 2013 con il 60,55%, 2019 con il 68,9% e nel 2022 con il 63,35%, e con una incidenza complessiva di +0,2%.
Anche il fenomeno dell’immigrazione si concentra nella fascia di età 18-39 anni con il 63,18% e sempre con una incidenza complessiva dello 0,2%.
Il saldo migratorio nel 2023 è stato positivo, ma parliamo di circa 630 persone in entrata e in uscita con un +6 unità.
Emigranti F18-39A. M18-39A. tot.
2013 109 149 489
2023 160 216 623
immigrati
2013 24 15 75
2023 100 255 629
La popolazione nel 2024 a Brindisi è di 377.240 persone, di cui il 51,6% donne (194.452) e il 48,5% uomini (182.788), con l’11,6% tra i 0-14 anni, 238.770 tra i 15 e i 64 anni, 94.854 oltre i 65 anni.
Il saldo demografico è di -2245 composto da un +6 del saldo migratorio e di -2251 del saldo naturale.
Nel 2024 si osserva una tendenza di crescita dell’occupazione, se pure i dati ci raccontano una realtà differente, fatta di lavoro precario e stagionale.
Il lavoro dipendente tra pubblico e privato, agricoltura, domestici, vede 110.085 a fronte dei 110.916 lavoratori del 2023, pari all’81,26% (nel 2023 era l’82,59%) mentre il lavoro autonomo con 25389 (nel 2023 erano 23392) rappresenta il 18,74% (nel 2023 era il17,41%). Pertanto già emerge un dato significativo, cioè una contrazione del lavoro dipendente in favore del lavoro autonomo (1,33%).
Nel 2023 sono state fatte 62.458 (49.592) assunzioni di cui 6705 (6324) a tempo indeterminato pari al 10,75%, mentre 55753 (43268) sono assunzioni precarie 89,26%, di cui 28092 (25443) a tempo determinato, 7819 (8750) stagionali, 5067 (5497) somministrati e 3749 (3578) con contratti intermittenti. I contratti a T.Ind. hanno perso circa 2 punti percentuali rispetto al 2022.
Nel 2024 le assunzioni decrescono arrivando a 48.977 di cui 5744 a tempo indeterminato pari al 11,72% e con contratti precari 43233 pari all’88,28%. Rispetto al 2023 i T.Ind. recuperano circa un +1%.
Nel dettaglio il biennio 2023/2024 ci consegna:
un -961 a tempo indeterminato, -1084 a tempo determinato, -28 stagionali, -450 somministrati, +268 intermittenti.
In termini assoluti decrescono i contratti a tempo indeterminato di -961 unità, ma ancora di più si riducono i contratti precari di -1494 unità, mentre solo i contratti a intermittenti hanno un saldo positivo di +268 unità.
Nel rapporto tra avviati e cessati, il saldo nel 2022 era -2085, mentre nel 2023, -1239. Nel 2023 sono stati -3324 i posti di lavoro persi a tempo indeterminato. Mentre nel 2024 tra assunzioni e cessazioni a tempo indeterminato il saldo è -2.540. (A.5744 C.8284). a tempo determinato il saldo è di +3.028 ( A.27008 C.23980). Complessivamente gli avviamenti sono stati 49.177 a fronte di 48.508 cessazioni con un saldo positivo di 669.
Nello stesso periodo il lavoro precario nel 2022 cresce di +3506 unità e nel 2023 di +3921 unità, con un saldo di +7427 nel biennio. Nel 2024 il lavoro precario complessivamente ha visto coinvolti 43.433 avviamenti e 40.224 cessazioni con un saldo +3.209.
Se ragioniamo solo sull’anno 2023, il saldo delle assunzioni a tempo indeterminato è -961, mentre per i contratti precari è + 3209, confermando la tendenza di un utilizzo sempre maggiore di lavoro stagionale e precario. La sua continua e inarrestabile crescita, che troverà ulteriore spinta dal DL Collegato lavoro appena approvato, è sinonimo di incertezza sul presente e sul futuro e deprime le scelte di prospettiva dei singoli, delle coppie e delle famiglie, come deprime anche i consumi, infatti nella classifica della qualità della vita rispetto al tema ricchezza e consumi Brindisi ha un range 90 e il canone medio di locazione su appartamenti superiori a 100 mq è -93,5%.
La media della retribuzione settimanale lorda su Brindisi risulta essere di 75,75€ per giorno di lavoro. (media regionale 74,3€ e nazionale 93,65€).
Valori che si abbassano di molto se teniamo conto dei salari percepiti da lavoratori extracomunitari che sono generalmente molto più bassi.
I salari più bassi li riscontriamo tra i servizi di alloggio e ristorazione 54,8€ e tra i lavoratori domestici 64,2€ giornalieri lordi.
Il salario giornaliero lordo, su Brindisi, conferma purtroppo una forbice tra donne e uomini, assai notevole. Nel settore privato il valore medio di tutti i settori (18) con 89,2€ al giorno per i maschi, e di 62,3€ per le femmine, con una forbice media di 26,9€. Su 18 settori, solo in un settore le donne percepiscono un salario superiore agli uomini.
La forbice in Puglia è 23€ in Italia 27,7€, con una tendenza al peggioramento rispetto al 2023.
Nel pubblico impiego questo aspetto è ancora più accentuato con Brindisi 36,6€, Puglia 30€ e Italia 29,6€ di forbice tra maschi e femmine.
Gli occupati totali nel 2024, nella provincia di Brindisi sono 129.000 (131.000 pari al 10,12%) tasso occupazione a Brindisi 52% (-4,4% rispetto al 2022), regione Puglia 51,2% (+1,8%), Italia 62,2% (+2,1%). Questo evidenzia una tendenza assai pericolosa rispetto al tasso di occupazione che è in calo -4,4% rispetto alla tendenza regionale e nazionale circa +2%. Persi oltre 5676 unità lavorative nel corso del triennio.
Il tasso di occupazione passa dal 56,4% del 2022 al 53,2% del 2023 con un -3,2%. Cresce solo tra le donne fascia di età 35-49 anni e tra gli uomini fascia di età 15-24 anni.
I disoccupati nel 2024 sono 16.000 (23.000 pari al 13,53% nel 2023) sul dato regionale (170.000).
Si passa dal 13% del 2022 al 14,8% del 2023 con un saldo di +1,8%, al 10,5% del 2024. Il tasso di disoccupazione è del 10,5% (-2,5% rispetto al 2022), su scala regionale -2,8% e il dato nazionale è -1,6%.
Nel 2023 la disoccupazione cresce, soprattutto per le donne tra i 15-24 anni e tra i 50-74 anni; tra gli uomini di tutte le classi di età.
Gli inattivi nel 2024 sono 188.000 (180.000 nel 2023) su 1.950.000 dato regionale, pari al 9,25%, passando dal 35,1% del 2022 al 37,4% del 2023, con un + 2,3% e al 41,6% del 2024.
Con un saldo a Brindisi di +6,5% rispetto al 2022, mentre su scala regionale il dato è -0,2% e a livello nazionale -1,1%.
In questo dato emerge un dato assai sconfortante: cresce a dismisura il numero di persone che sceglie di non cercare più una occupazione, rientrando in maniera preponderante nell’alveo degli inattivi.
Occupati 129.000 (38,73%), disoccupati 16.000 (4,8%), inattivi 188.00 (56,45%), con un totale di censiti dal collocamento pubblico pari a 333.000 su 377.240 persone censite Istat.
Il recupero crediti generato dall’attività di vigilanza passa da 39.108.689€ del 2022 a 36.099.363€ del 2024. Mentre le entrate contributive Uniemens passa dai 211.532.591€ del 2022 ai 233.071.281€ del 2024.
La riscossione coatta è passata da 18.194.944€ del 2022 ai 20.232.518€ del 2024.
Il numero delle ispezioni è stato nel 2023 di 60 aziende e nel 2024 di 83, con un numero di aziende irregolari pari a 57 (95%) nel 2023 e 73 (87,95%) nel 2024. Con 3885 lavoratori interessati nel 2023 e 2087 nel 2024, con contributi accertati pari a 3.192.821€ e sanzioni accertate di 1,786.368€.
Nel corso del 2024 le verifiche documentali sono state 951, con irregolarità riscontrate pari a 844 e 17 rapporti di lavoro fittizio.
Tuttavia, pur rimanendo un grave problema, positiva sembra la diminuzione delle irregolarità sui DURC nel periodo 2022-2024 con un saldo del -3%, passando da 6499 DURC irregolari del 2022 a 5359 del 2024.
Gli ammortizzatori sociali nel triennio 2022-2024 sono cresciuti notevolmente, passando da 14.033 del 2021 a 18.012 del 2023 e ai 19.203 del 2024, con una crescita nel triennio di +2242 di riconoscimenti, ma un + 5.170 rispetto al 2021.
Per cessazioni di lavoro si passa:
Disoccupazione agricola da 16711 del 2022 a 15811 del 2023 a 15.133 del 2024. (-)
NASPI da 20589 del 2022 a 21516 del 2023 a 22.629 del 2024 (+)
DISCOLL da 143 del 2022 a 150 del 2023 a 133 del 2024 (-)
Totale da 37443 del 2022 a 37477 del 2023 a 37.895 del 2024
Questo dato evidenzia, se ce ne fosse ancora bisogno, che circa 38.000 lavoratori vivono di lavoro precario, stagionale e instabile e che il ricorso all’ammortizzatore sociale rimane un necessario sostegno al reddito.
Nel periodo 2023-2024 registriamo una crescita nell’utilizzo della CIGO, si passa da 188.462 ore a 349.750 ore, quasi raddoppiato il valore. L’utilizzo della CIGS passa da 206.141 ore a 158.940 ore. L’utilizzo del Fondo di solidarietà da 34.989 a 9.198. Complessivamente si è ricorso alla CIG a 517.888 ore nel 2024 rispetto alle 429.592 ore del 2023 che denuncia il permanere di una crisi confermata dalle sospensioni dal lavoro di 4.184 unità lavorative rispetto alle 3.562 del 2023.
Nel 2024 le pensioni vigenti e liquidate sono state pari a 102.476 rispetto alle 101.755 del 2023.
Di cui 85.506 (86718 nel 2023) pensionati IVS (-)
7.274 (6683) assegni sociali (+)
24.553 (23152) inv civ e accompagnamenti (+)
Di cui 61.067 (61667) da lavoro dipendente (-)
20.917 (21020) da lavoro pubblico impiego (-)
1.345 (1381) parasubordinati (-)
19.004 (18790) autonomi (+)
Le pensioni di invalidità riguardano 5.211 persone e le pensioni di reversibilità ben 16.362 persone.
L’importo medio mensile lordo delle pensioni del 2024 è stato per i lavoratori dipendenti 1.441,3€, per i pubblici 2.633,8€, per gli autonomi 1.026,3€.
Le pensioni liquidate nel biennio 2023-2024, hanno riguardato:
lavoratori dipendenti 3203 del 2023 e 3209 del 2024
pubblici 891 del 2022 e 885 del 2024
autonomi 1200 del 2022 e 1131 del 2024
L’andamento complessivo delle pensioni liquidate complessivamente è passato da 5425 del 2023 a 5342 del 2024, mantenendo un trend quasi stabile.
Gli importi medi mensili lordi delle pensioni liquidate sono di 1098,7€ per i lavoratori dipendenti, 2481,4€ per i pubblici e 874€ per gli autonomi, con una tendenza ad un valore tendenzialmente più basso rispetto alla media generale delle prestazioni erogate e con una media di 1497,4€.
Relativamente alle anticipazioni pensionistiche – opzione donna 147 liquidate nel 2021, 116 nel 2022, 55 nel 2023, mentre nel 2024 sono state solo 28.;
Possiamo affermare che l’accesso a queste tipologie essendo penalizzanti vengono utilizzate in maniera marginale.
Le prestazioni assistenziali e sociali vedono erogate complessive 9374 invalidità civili e 19040 indennità di accompagnamento. Mentre sono state presentate nel corso del 2024 25.241 domande di invalidità civile con 24.635 accolte e liquidate ben 6.183 prestazioni.
Le code del RdC e PdC a causa della modifica della normativa sono passati da 9332 accolte su 14503 presentate nel 2022 a 3910 accolte su 6598 presentate del 2023,mentre a seguito del cambiamento legislativo, le ADI nel 2024 sono state 7.007 con 1.348 SFL.
Reddito di libertà nel 2024 solo 4 domande.
Nel 2022 sono stati erogati 37813 Assegno Unico e nel 2023 39821, mentre nel 2024 gli AUF sono stati 42.222.
8 – Relazioni con l’utenza
Appare interessante il dato relativo alle relazioni con l’utenza, in particolar modo rispetto alle informazioni di primo livello, e prenotazione per canale di accesso.
App INPS Mobile 22%
Funzionario di sede 17%
Portale Vocale 29%
Sito web My INPS 31%
Strutture sul territorio 1%
Consulenza di secondo livello 5.164 su 5.113 del 2023.
Cassetto bidirezionale aziende 11.803 in entrata 2024 rispetto a 8.678 del 2023.
Cassetto bidirezionale Patronati 37.334 in entrata 2024 rispetto a 39.748 del 2023. Con in uscita da 41.046 del 2023 a 37.346 del 2024.
Le pratiche complessivamente presentate all’INPS sono state:
nell’anno 2023
dai Patronati 106425 pari al 55,3%
dai cittadini 86039 pari al 44,7%
nell’anno 2024
dai Patronati 97.483 pari al 62,6%
dai cittadini 58.349 pari al 37,4%
confermando una tendenza che avanza ormai da diversi anni, favorita dall’innovazione tecnologica e dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione, infatti nel biennio 2022/2023 i patronati hanno perso il -4,3% in favore delle pratiche presentate dai cittadini. Tendenza che per il 2024 viene ribaltata, in quanto le attività di patronato crescono di +7,3%.
Le attività svolte dalla rete dei patronati operanti sul territorio provinciale, sono così suddivise con la percentuale sul totale, evidenziando le prestazioni che ormai sono richieste direttamente dal cittadino.
2023 2024
Pensionistiche 13217 88,9% 12347 84,2%
Invalidità civili 5931 86,1% 6559 85,8%
Assistenza 5543 90,8%. 8577 76,2%
Disoccupazione 37490 88,2%. 34828 87,8%
Sostegno alle famiglie 10944 67,6%. 5755 37,9%
Riscatto e ricongiunzione 109 31% 133 31,2%
Ricostituzioni 9231 68,2%. 7811 68%
Ratei maturati e N R 3180 82,6% 6854 73%
Il cittadino è propenso a fare direttamente sul portale INPS una serie di richieste di prestazioni, nelle quali emergono: – prestazioni a sostegno della famiglia 5249 pratiche pari al 324%; – riscatti e ricongiunzioni 243 pratiche pari al 69%; – ricostituzioni 4312 pratiche pari al 31,8%.
In relazione alle NASPI o DSA, il “fai da te” si ferma all’11,8% con 5035 pratiche, ma è un dato in crescita e che segnala un rischio legato alla rappresentanza dei corpi intermedi.
9 – Organizzazione Istituto
L’INPS opera su Brindisi con 3 strutture, su 20 comuni, con una rete di dipendenti pari a 177 unità di cui 104 donne e 73 uomini, con una età media di 50,6anni, (nel 2019 era di 56,9anni) relazionandosi con 77 patronati e 25 caf.
Massimo Di Cesare
p. la segreteria CdLT CGIL Brindisi