12 dicembre 2014 – Sciopero generale nazionale

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Legge di stabilità: le rivendicazioni territoriali di CGIL, CISL e UIL

 Alle proposte nazionali alla base dello sciopero del 15 novembre e del presidio che si terrà a Brindisi  in P.zza Santa Teresa  9.00/13.00 CGIL CISL e UIL  aggiungono le seguenti rivendicazioni territoriali:  Continua »

Cambiare la Legge di Stabilità 2014: dagli sprechi e dalle rendite più risorse ai lavoratori e ai pensionati

La Legge di Stabilità presentata dal Governo non realizza quella svolta nella politica economica necessaria al Paese per uscire dalla recessione e tornare a crescere. Da tempo tutti gli osservatori indicano in Continua »

12 dicembre 2014 – Sciopero generale nazionale

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25 Ottobre 2014 – Manifestazione Nazionale – Roma P.zza San Giovanni

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Antonio Somma, un protagonista della nostra storia

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Giovani e lavoro. Incontro pubblico.

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Piano del Lavoro. Nuove energie, nuovi processi, nuovi prodotti.

locandina iniziativa 29 maggio

Garanzia Giovani

                                       

“Garanzia Giovani”
Assistenza alla Cgil

Il sindacato offre sostegno a chi intende accedere al piano europeo per la lotta alla disoccupazione che interessa la fascia tra i 15 e i 29 anni

Presso la sede della Cgil  di Brindisi in via Palmiro Togliatti  i giovani dai 15 ai 29 anni potranno trovare assistenza per accedere alla “Garanzia Giovani”, il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.

Non è una soluzione per quanto riguarda la gravissima situazione occupazionale generata dalla mancanza di lavoro  ma una inversione di tendenza per le politiche giovanili e la possibilità di accesso, seppur attraverso percorsi formativi, al mercato del lavoro.

La “Garanzia Giovani” è un’iniziativa concreta che può aiutare ad entrare nel mondo del lavoro, valorizzando le attitudini e il background formativo e professionale. E’ uno strumento per attivare le fasce più deboli, i cosiddetti neet, ossia tutti coloro che non studiano, non lavorano e non cercano occupazione.

CGIL  ha  condiviso  l’iniziativa  Garanzia  Giovani  e partecipa attivamente al percorso che la Regione ha delineato.

La  Direttiva  consente  l’utilizzo  dei  Fondi  Europei  dedicati  in  tempi  celeri  e  in  forme sperimentali,  mettendo  in  campo  da  subito  una  complessa  Rete  di  Servizi  per  i  giovani destinati  all’attivazione  di  punti  di  accesso  ad  opportunità  di  lavoro,  a  rapporti  misti formazione-lavoro  (apprendistato-tirocini),  a  percorsi  di  formazione  specialistica  e indirizzata a settori anticiclici, a opportunità di impiego e/o di istruzione all’estero.

Abbiamo  apprezzato  la  soluzione  equilibrata  ed  innovativa  che  questo  Progetto  ha adottato nella costruzione della Rete di Servizi, nell’assegnazione di compiti e funzioni e nella distribuzione dei fondi, premiando il ruolo dei Centri per l’Impiego e delle  Province in un contesto integrato con le Imprese del collocamento privato accreditato.

La segreteria Nidil CGIL, è fermamente convinte che la Direttiva, sia un’iniziativa utile e ben strutturata e, speriamo, altrettanto efficace in  una  regione  devastata  da  una  profonda  e  inarrestabile  crisi  occupazionale.

Concluso il 2° Congresso della FILCTEM CGIL , Salvatore Viva, 45 anni, confermato segretario della Federazioni dei lavoratori chimici, energia e tessili di Brindisi.

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Concluso il 2° Congresso della FILCTEM CGIL , Salvatore Viva, 45 anni,  confermato segretario della Federazioni dei lavoratori chimici, energia e tessili di Brindisi. Il congresso si è svolto ieri c/o l’istituto Alberghiero  “Sandro Pertini” di Brindisi, dove i trenta cinque delegati, eletti nelle 25 assemblee svolte presso le aziende del territorio, hanno anche eletto il direttivo che resterà in carica per i prossimi quattro anni.

Il documento congressuale che ha visto come prima firmataria la segreteria nazionale confederale Susanna Camusso, ha ottenuto il 98%  dei consensi. Sono intervenuti per portare il saluto le associazioni imprenditoriali e gli altri sindacati del settore.

Nel corso del Congresso si è parlato della grave situazione di crisi che sta affliggendo il nostro territorio con la chiusura di tante aziende, l’incertezza sul futuro del polo energetico e la mancanza di un politica industriale nazionale che non fa altro che aggravare ancora di più la situazione.

Il Sindacato, che tutela i lavoratori dell’industria chimica, del tessile, dell’energia e delle manifatture, ha proposto azioni a largo raggio, ripartendo dai contenuti del Piano del Lavoro della CGIL,  che riguardano principalmente la ricerca e l’innovazione e gli investimenti in diversi ambiti, dall’industria ai beni culturali, dalla Pubblica Amministrazione alle infrastrutture.  

Elezione Presidente ALPA Brindisi

Comunicazioni Elezione

ENERGIA SALUTE AMBIENTE e prospettive OCCUPAZIONALI

Affrontare il tema della produzione energetica a Brindisi non può essere una discussione avulsa dallo scenario energetico nazionale, che comunque determina e condiziona le scelte, gli investimenti e le ricadute occupazionali. La Strategia Energetica Nazionale (SEN) approvata dal Governo a marzo 2013, ha cercato di chiudere una lunga fase di incertezza programmatica, che ha superato la riproposizione del nucleare bocciata dagli italiani con il referendum. Tra gli obiettivi prioritari vi è la riduzione dei costi energetici in Italia che è uno dei principali fattori di svantaggio competitivo del nostro sistema industriale, con il progressivo allineamento ai costi europei, e, sul versante ambientale, la progressiva riduzione delle emissioni di CO2, l’efficientamento energetico, e l’implementazione di produzione da fonti rinnovabili.

Le prospettive al 2020 sono delineate dal conseguimento anticipato di alcuni obiettivi posti dal Pacchetto Clima Energia, con un rapido sviluppo delle rinnovabili (+64% in 4 anni), grazie al forte sistema d’incentivazione, che ha sì contribuito alla riduzione delle emissioni di CO2 (-4,2% nel 2011) e del consumo di combustibili fossili, ma non ha, di fatto, portato alla riduzione del costo finale dell’energia. Si è registrato, infatti, da un lato un aumento complessivo di circa il 20% sulla bolletta derivante dal costo di oltre 11 miliardi di euro l’anno, per i prossimi 20 anni, dall’altro gli incentivi hanno scatenato sui territori, e tra questi anche su Brindisi, un dilagante fenomeno di malaffare.

Dal 2008 in poi, gli effetti della crisi economica hanno portato ad un progressivo e significativo calo della domanda. Infatti i primi dati provvisori elaborati dal Gestore della Rete Elettrica Nazionale (Terna) sul fabbisogno 2013 registrano una flessione del 3,4% sul 2012 (che a sua volta aveva chiuso con un calo dell’1,9% sul 2011) Era dal 2009 che i consumi elettrici non andavano così male in quell’anno la domanda segnò un calo del 5,7% sul 2008.

Nel 2013 il fabbisogno è stata soddisfatto per l’86,7% con produzione nazionale (di cui 56,8% termoelettrica, 16,5% idroelettrica, 1,7% geotermica, 4,7% eolica e 7% fotovoltaica) e per la quota restante (13,3%) dal saldo dell’energia importata dall’estero. La produzione nazionale netta (277,4 miliardi di kWh) registra un aumento dell’idroelettrico (+21,4%), fotovoltaico (+18,9%), eolico (+11,6%) e geotermico (+1,0%); e un calo del termoelettrico (-12%).

Da tutto ciò si evince la necessità che venga programmata, con maggiore certezza e a medio e lungo termine, la diversificazione delle fonti garantendo la riserva elettrica strategica, che ovviamente non può essere basata solo sulla produzione intermittente delle rinnovabili e che, quindi, richiede fonti certe come il termoelettrico a carbone, previsto al 20% dalla SEN al 2020 e, come chiede l’Europa, con spostamento al 2050 della decarbonizzazione.

Ogni possibile programmazione va coniugata, comunque, con un meccanismo di “borsa elettrica” che, fatte salve le rinnovabili, armonizzi il mercato dell’energia.

La situazione di incertezza e la mancanza di un piano energetico nazionale prolungatasi per troppi anni ha portato ad un proliferare di impianti produttivi con scelte non rispondenti alle reali esigenze. Nel termoelettrico, si è avuta la trasformazione a ciclo combinato degli impianti tradizionali a gas che oggi non sono più competitivi sul mercato. Inoltre la riconversione e/o l’innovazione dei processi produttivi, sono spesso bloccate dalle lungaggini degli iter autorizzativi. C’è infine la dismissione di vecchie centrali non più utilizzabili.
Tutto ciò sul piano occupazionale significa ricorso agli ammortizzatori sociali e perdita di posti di lavoro.

Sul nostro territorio per la Centrale Edipower di Brindisi è stato sottoscritto un Contratto di solidarietà, per un anno con scadenza a Dicembre 2014, che garantisce l’occupazione dei lavoratori diretti con una riduzione del 50% di prestazioni e retribuzioni.

Per ENEL arriva la dismissione della Centrale di Bari, mentre a Brindisi la progressiva e costante riduzione della produzione e di conseguenza del carbone, rischia di essere un alibi per annunciare operazioni di un drastico ridimensionamento degli occupati, della presenza e dell’impegno sul territorio dopo aver incassato per anni utili a gonfie vele.

Si è già in presenza di inaccettabili esempi. ENEL – Produzione non intende certificare il pesante numero di carenze di personale nella Centrale di Cerano che verrà ulteriormente incrementato con i prepensionamenti che l’azienda ha predisposto. ENEL – Direzione Ingegneria e Ricerca, contravvenendo a tante dichiarazioni e impegni formali di potenziamento e sviluppo, decide di tagliare il personale del Centro Ricerca ENEL di Brindisi, compromettendone funzionalità e la futura esistenza. ENEL rinuncia così alle attività per la valorizzazione dei residui termoelettrici, alla valutazione del danno sanitario, al monitoraggio e riduzione degli impatti ambientali, alle previsioni di producibilità eolica e solare e alle rinnovabili innovative.

Si rinuncia a quell’innovazione dei processi produttivi della Generazione ENEL per i quali, nel nostro territorio, Centro Ricerca e Centrale Federico II°, sono i luoghi ideali per sperimentare e verificare nuovi assetti produttivi per resistere alle sfide dei mercati, con una vera e propria strategia produttiva di sito, favorendo la produzione da filiere corte di biomasse/biocombustibili e verificando la possibilità di utilizzarli quali complementi in co-combustione con il carbone o come fonti alternative.

Tra i contenuti della SEN vi è anche l’indicazione di dotarsi di gasdotti per la garanzia di nuovi approvvigionamenti in Italia superando le criticità dei pochi collegamenti con i paesi produttori. Questa reale condizione non può però essere politicamente strumentalizzata come nella vicenda TAP, spingendosi a ipotizzare impieghi di quel gas nella Centrale ENEL di Cerano, per giustificare alternative ai percorsi ed agli approdi.

Su questa opera, ritenuta strategica dal Parlamento Italiano bisogna ultimare l’iter procedurale dopo il motivato NO della Commissione Regionale Puglia sulla VIA. Spetta alla società valutare e presentare possibili approdi alternativi. A nostro giudizio ribadiamo sia utile riutilizzare i siti industriali dismessi invece di consumare e compromettere nuovo territorio con diversa vocazione.

In un’ottica di programmazione energetica in Puglia sono ancora attuali i riferimenti e le linee guida contenute nel Piano Energetico e Ambientale (PEAR).
Per Brindisi è necessario verificare la realizzazione degli investimenti per la riduzione delle emissioni della bolla ambientale al di sotto di quelle indicate nel DPR del 1998 sull’Area a Rischio di crisi ambientale, fissati e decisi al tavolo tecnico istituito nel 2005 da Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi con i tre produttori di energia di allora ENEL, Edipower ed EniPower, cui oggi va aggiunto l’impianto SFIR.

Dopo i Decreti Ministeriali di Autorizzazione Integrata Ambientale a cui tutti gli impianti industriali di Brindisi sono stati sottoposti è indispensabile un attenta analisi sulle materie e le prescrizioni contenute nell’ottica di un sempre maggiore contenimento delle emissioni e sull’utilizzo delle migliori tecnologie.

In merito agli assetti industriali non è possibile una valutazione solo politica degli investimenti, ma bisogna partire dalle valutazioni tecniche di compatibilità ambientale dei progetti presentati.
Questo tipo di approccio va adottato sempre e comunque.
Ad esempio, nel caso del progetto di Edipower/A2A per la Centrale di Brindisi Nord, complessivamente interessante, considerando: lo smantellamento dei Gruppi 1 e 2 (non più attivi dal 2001), il funzionamento di un solo gruppo di produzione, gli adeguamenti impiantistici con l’ipotesi di co-combustione con combustibili alternativi che possono contribuire alla chiusura del ciclo dei rifiuti per quella parte marginale di cui non è possibile prevedere un riuso così come indicato nel recente“Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani” (PRGRU) varato dalla Regione Puglia.

Sul versante ambientale e sanitario: l’unica strada possibile è accettare la nuova sfida e verificare a livello scientifico le eventuali correlazioni tra emissioni degli insediamenti, processi produttivi e valutazione del danno sanitario, per poter fornire, a lavoratori e cittadini dei territori interessati, tutte le garanzie e le sicurezze di tutela della salute e poter pretendere dalle Aziende, ove ritenuto necessario, ulteriori innovazioni e adeguamenti impiantistici e dei cicli produttivi.

Come FILCTEM CGIL, riteniamo fondamentale che ogni discussione debba considerare strettamente correlate le esigenze del mondo del lavoro, la tutela della salute e dell’ambiente puntando ad uno sviluppo quali-quantitativo dei siti produttivi e dei livelli occupazionali dei lavoratori diretti e dell’indotto. Ne consegue che sta nella responsabilità della politica saper conciliare tutto questo per una ripresa economica di un territorio già fortemente compromesso.

Brindisi li, 21 gennaio ’14

Segreteria FICTEM CGIL Brindisi

SALVI CIRCA 400 POSTI DI LAVORO NELLA PROVINCIA DI BRINDISI

Sono i lavoratori addetti alle attività ausiliari nelle scuole, ex Lavoratori Socialmente Utili, in Puglia circa 3000, in Italia 27.000.

In Puglia i lavoratori erano stati licenziati per scadenza dell’appalto il 31 dicembre 2013 e la nuova gara d’appalto avviata attraverso la CONSIP (Società per Azioni che gestisce gli acquisti per la Pubblica Amministrazione italiana) è stata aggiudicata alla società Dussmann  con un ribasso del 60%, pertanto i lavoratori rischiavano una riduzione dell’orario di lavoro settimanale da 35 a 18 e, conseguentemente, una riduzione degli stipendi, già al limite della sussistenza: da 800 euro al mese a circa 400 euro al mese.